Nel settore commerciale è opportuno fare una distinzione tra i venditori stabili, cioè coloro che, nella loro attività, occupano il suolo pubblico in modo continuativo, e i venditori ambulanti, che vi risiedono in modo saltuario. Entrambe le categorie esercitano la vendita di merci al dettaglio e/o la somministrazione di alimenti e bevande ai clienti. Attività che nel commercio sono sottoposte a normative precise.

Venditori stabili: lavorare negli esercizi commerciali

Per quanto riguarda i venditori stabili, i principali fattori di rischio all’interno dei negozi sono:

  • disturbi muscolo-scheletrici per posture scorrette;
  • scivolamenti e cadute a livello;
  • stress psicofisico (dovuto alla routine);
  • affaticamento visivo;
  • punture e tagli alle mani durante le operazioni di cucito;
  • movimentazione manuale dei carichi;
  • cadute dall’alto (per utilizzo delle scale);
  • contatto con sostanze irritanti;
  • inalazione polveri.

Tra le procedure applicabili per la riduzione dei rischi, è consigliato regolare gli orari e i turni di lavoro (tenendo conto della contrattualistica nazionale), informare i lavoratori sull’ubicazione della cassetta contenente i presidi sanitari per il primo soccorso, tenere aggiornati i lavoratori sui rischi riscontrabili in azienda, sulle misure precauzionali adottate e sulle attività di prevenzione da mettere in atto, verificare che le scale portatili siano dotate di appoggi antiscivolo a pavimento e di gradini antiscivolo, non sovraccaricare le scaffalature e assicurarsi che siano di portata idonea, mantenere l’ordine e la pulizia nei locali di vendita, verificare l’integrità delle attrezzature utilizzate.

Inoltre, per quanto riguarda il rischio rapine nel commercio, gli operatori verranno debitamente informati sulle procedure da applicare nelle emergenze.

Loro premura, inoltre, una volta apprese le norme per il maneggio del denaro, dovrà essere quella di rimuovere il contante dall’immobile con regolarità, conservarlo in una cassaforte o in un contenitore ad apertura ritardata, non contare né riporre denaro apertamente.

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Commercianti ambulanti

Tra i commercianti ambulanti si distinguono quelli in regime di partita IVA (con obblighi ascrivibili ai lavoratori autonomi, come il corretto utilizzo delle attrezzature, l’adozione di DPI idonei all’attività che si svolge e la facoltà di poter beneficiare di sorveglianza sanitaria) e quelli costituiti in società (per cui è previsto, tra gli altri, l’obbligo di valutazione dei rischi e della formazione per i lavoratori e i responsabili).

All’interno del DVR è importante valutare la presenza di rischi specifici legati all’attività stessa (ad esempio, per l’utilizzo di attrezzature pericolose), e dei rischi comuni trasversalmente a tutti coloro che operano all’aria aperta e vengono esposti a fattori microclimatici particolarmente disagevoli o ambienti rumorosi, cui si aggiungono situazioni che causano stress lavoro correlato (come le eventuali aggressioni, il rapporto con i clienti, i ritmi molto serrati…).

Commercianti ambulanti nel settore alimentare

Infine, quando si parla di commercio occorre ricordare le specificità legate al lavoro dei commercianti ambulanti nel settore alimentare, che devono attenersi a protocolli di autocontrollo definiti dall’applicazione di misure previste dal Regolamento 178/2002 sui principi e i requisiti della legislazione alimentare e dal Regolamento 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari. I venditori, avendo l’obbligo di rispettare determinati standard igienico-sanitari, sono esposti a periodici controlli da parte dei distretti sanitari di igiene alimentare delle ASL.

Corsi obbligatori

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